Il Workout per diventare come Superman!

Oggi voglio parlare di qualcosa di differente, ma sempre inerente al mondo dei supereroi. In quest’epoca di notevole tecnologia cinematografica ci troviamo davanti ad attori che vogliono interpretare il loro alter ego nel miglior modo possibile, ma spesso, oltre a ricorrere ad effetti speciali incredibili si sottopongono a incredibili workout fisici per permettere al loro corpo di cambiare, assomigliando il più possibile al fisico statuario di un Supereroe. Spesso succede che attori dal fisico normolineo e ectomorfo (di fisico esile, difficilmente predisposto ad incrementare facilmente la massa magra) diventano imponenti nel giro di pochi mesi, per poi ritornare ad essere magrissimi nel loro prossimo film. Il fisico è una macchina perfetta che ha bisogno di essere sempre nutrita, tenuta a puntino, calibrata ad ogni esigenza e soprattutto ha bisogno di quel riposo necessario per ripartire l’indomani con tutte le scorte energetiche necessarie. Cosa succede allora al corpo di tali attori? Avrebbero la forza genetica per sviluppare fisici imponenti in poco tempo? Orbene, la risposta è no e quindi spesso ricorrono a sessioni massacranti di allenamento coadiuvate da imponenti programmi chimici di somministrazione di steroidi anabolizzanti che incrementano la loro massa magra a livelli mostruosi, a discapiti di quello che internamente (e prolungato nel tempo) può succedere al loro organismo con conseguenze disastrose alla loro salute (famose le condizioni critiche di salute di Bale per interpretare L’uomo senza sonno e successivamente l’imponete Batman).

Esempi che hanno dell’incredibile per quanto riguarda il fisico li abbiamo visti recentemente in tre esempi: Chris Hemsworth con Thor, in cui il suo corpo è diventato roccioso in nemmeno 6 mesi (cosa che nella realtà non accadrebbe in 3 anni), Chris Evans in Captain America e Hugh Jackman in Wolverine, il cui nel corpo si vede chiaramente l’uso dell’ormone della crescita. Poi, abbiamo fisici più normali come quello di Robert Downey Jr. il quale ha svolto sessioni di palestra e un regime alimentare corretto per mantenere una buona performance fisica in Iron Man 3 e il fisico costruito in un anno di duro lavoro di Henry Cavill (il quale già disponeva di un’ottima base genetica – vedere Immortals -) per diventare Superman.

La domanda si ripropone: è possibile diventare un po’ quei supereroi che tutti amiamo?

La mia risposta è si è l’ho sperimentata sul mio corpo dopo anni di duro lavoro e in qualità di Personal Trainer vi illustrerò un programma di duro lavoro fisico per costruire muscoli come i vostri supereroi preferiti. Ovviamente, il sacrificio diventa anche alimentare, oltre che psicofisico, ma con il tempo e la tenacia avrete i vostri risultati così come io li ho avuti.

Mi piacerebbe analizzare il fisico di Cavill e cercare di estrapolare un bel workout per tutti voi.

Il Superman che tutti conosciamo dispone di spalle e petto imponenti, braccia forti, e gambe in grado di sorreggere pesi imponenti. Cavill ha così trasformato il suo corpo incrementando il suo metabolismo basale e aggiungendo almeno 10 kg di massa magra (con conseguente aumento di forza e resistenza). Per sviluppare un fisico del genere ha dichiarato di aver introdotto nel suo regime alimentare almeno 5000 calorie al giorno, suddivise in 5- o 6 pasti. Qui non mi soffermerò sulla dieta (cosa che farò successivamente) ma sui workouts che hanno permesso a Cavill di diventare un uomo d’acciaio.

Il mio workout si basera su tre sessioni di allenamento in palestra e una di allenamento aerobico.

Per prima cosa occorrerà pianificare bene il workout, cercando di figurarsi mentalmente gli esercizi e lo sforzo che andremo ad eseguire mantenendo il più possibile una tecnica perfetta in grado di bilanciare bene i muscoli lavorati e di prevenire qualche spiacevole infortunio. Il training mentale è il primo passo verso il successo e sperimenterete voi stessi l’efficacia di tale stimolo.

Lo scopo è incrementare la forza esplosiva, quella elastica e mettere su kg di muscoli al vostro esile corpo. Inversamente, avrete l’opportunità di togliere quel grasso maledetto e poi incrementare la massa magra.

Giorno 1: Pettorali – Braccia – Addome

Press con Manubri su Panca Inclinata 4 serie X 10-8-8-6 ripetizione con un recupero di 60’’ tra di esse.

Bench Press 4 X 8-8-8-6 con un recupero di 60’’-

Dumbell Flyes su panca piana 3 X 10 con un recupero di 60’’

Dip alle parallele 1 serie X quante ripetizioni riuscite a fare a corpo libero seguite senza riposo con:
Piegamenti sulle braccia 1 serie X quante ripteizioni riuscite a completare.
Curl con Bilanciere curvo 3 x 10 – 10 – 8
Tricipiti con sbarra ai cavi presa inversa 3×10 – 12 – 14
Entrambe gli esercizi vanno eseguiti assieme in superset. Come? Prima fate il primo esercizio X 10 rip. Seguite dal secondo esercizio X 10 rip. Riposate 60 ‘’ e ricominciate con il primo esercizio X 10 Rip. E il secondo esercizio X 12 rip. 60 ‘’ di recupero e completate la terza serie. 

 

Addominali alle parallele con gambe tese 4 serie X il massimo di ripetizioni che riuscite a fare. Tra una serie e la seguente osservate 30’’ di pausa.

GIORNO 2: GAMBE

Riscaldate bene le gambe eseguendo degli Squat liberi senza pesi. Almeno due o tre serie da 15 ripetizioni. Dopodiché, sarete pronti a partire con l’allenamento.

Leg Extension 3 serie X 10-10-8 ripetizioni con 60’’ di pausa.

Affondi con manubri 3 serie X 10-12-14 ripetizioni con 60’’ di pausa.

Affondi laterali con manubri 3 serie X 10 ripetizioni con 60’’ di pausa.

Squat con bilanciere 3 X 8 ripetizioni con 60’’ di pausa.

GIORNO 3: SCHIENA E SPALLE

Trazioni alla sbarra presa supina 4 serie X 10-8-8-6 con 60’’ di pausa.

Rematore con bilanciere 3 serie X 8-8-6 con 60’’ di pausa.

Pulley basso 3 serie X 10-12-14 con 60’’ di pausa.

Military press con bilanciere 4 serie x 10-8-8-6 con 60’’ di pausa.

Alzate laterali con manubri 3 serie X 10-12-14 con 60’’ di pausa.

GIORNO 4: aerobica + addominali.

Eseguite almeno 30 minuti di tapis roulant, incrementando ogni settimana la pendenza e/o la velocità.

A termine della sessione eseguirete degli esercizi per gli addominali.

Crunch a terra 4 serie X massimo di ripetizioni che riuscite a compiere con 30’’ di pausa tra una serie e l’altra.

Crunch inverso 4 serie X massimo di ripetizioni che riuscite a compiere con 30’’ di pausa tra una serie e l’altra.

Questo allenamento è destinato ai più esperti che hanno già intesa con i pesi e che conoscono il proprio corpo. Nel prossimo articolo elencherò un workout che potrete fare a casa e all’aperto, sia che siete esperti o neofiti dell’allenamento.

Mi raccomando, anche i supereroi hanno bisogno di riposo. Bevete tanta acqua, mangiate meno schifezze e soprattutto dedicate quel relax al corpo che servirà ai muscoli per ripararsi e crescere. Insomma, è dura a vita da Supereroe!

Super MENS sana in corpo sano!

robbofsteel281291

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Man of Steel – Con una strizzatina d’occhio a John Byrne…

Man of Steel – Con una strizzatina d’occhio a John Byrne…

Giunto alla recensione di Man of Steel, vi spiegherò perché Superman del 1978 è un film inferiore a quello del 2013.

Krypton, scene di distruzione e conseguente salvezza dell’unico abitante che potrà salvare i mondi una volta cresciuto. Zod e il Gran Consiglio, ribellione e esilio del Generale e dei suoi sottoposti nella Phantom Zone.

Superman di Richard Donner e Man of Steel di Zack Snyder hanno lo stesso incipit, seppur girato differentemente e con una rivisitazione totalmente diversa. Del primo ricordiamo Marlon Brando, ma solo perché di lui avevamo un’idea forgiata dell’attore con le palle maiuscole durante la sua carriera cinematografica. Il suo Jor-El è inesistente. Non dice nulla al personaggio, sia in fatto di recitazione che di estetica. In MoS, Jor-El è interpretato da Russell Crowe, ed oltre ad avere scene d’azione, molti dialoghi e soprattutto una costante presenza in tutto il film, buca lo schermo e rende il tutto omogeneo. Qualitativamente è un character di spessore che lega lo spettatore al film durante tutto il film. A votle, anche più di suo figlio.

In MoS, Krypton è magistralmente immensa, ricca di particolari, con tanto di flora e fauna. Krypton vive, ancora meglio di come vive Pandora. E’ calda e fredda, distruttiva e imponente, per non parlare dei pianeti satelliti vicini ormai estinti e privi di ogni abitante.

In Superman, Krypton rende abbastanza per quei pochi frangenti che la si vede, ma manca di spessore narrativo. Erano tempi duri per gli effetti speciali, e questo potrebbe essere stato un grande limite dell’allora produzione.

Una prima parte eccelsa che rende MoS superbamente girato, montato e costruito su degli effetti speciali che si intersecano con le immagini senza infastidire o rubare la scena. Infine, arriviamo a Kal-El, la sua difficoltà di essere superuomo tra gli uomini e accettare il suo destino come salvatore del mondo. Il paragone cristologico lo vediamo in diverse parti del film anche con un omaggio stilistico evidente e rende Superman un essere umile, costantemente diviso tra le difficoltà del suo ruolo e le responsabilità verso un mondo in rovina.

Il generale Zod reclama che Superman gli venga consegnato, perché è un immigrato sulla Terra, senza permesso di soggiorno. Vista in questo modo, siamo tutti dalla parte di Zod, ma non nei suoi metodi ortodossi e potenzialmente degni di un leader proveniente dalla seconda guerra mondiale. Lo Zod di Terence Stamp fu pacato, freddo, anzi direi glaciale: efficace. Lo Zod di Shannon, invece il suo contrario: un villain senza freni inibitori. Due interpretazioni agli antipodi che possono piacere entrambe o essere più favorevoli a una o all’altra. Preferisco di gran lunga lo Zod dei fumetti.

Durante il film assistiamo a un personaggio che viene decontestualizzato nel suo essere un dio e viene raffigurato nelle difficoltà quotidiane, un uomo in cerca di un posto nel mondo. Un fantasma a nostro vedere, un ragazzo che cerca di essere tale ma pian piano si rende conto che la consapevolezza del suo destino è legata a Krypton. Superman cresce ed è subito pronto a sacrificare sé stesso per un fine superiore. E’ l’eroe che diventa antieroe, laddove invece, le persone che non conoscono affatto il fumetto, ritenevano Superman troppo perfettino. Perfettino, un piffero.

La regia di Snyder si vede, ma sono felice che non ci siano i suoi famosi rallenty. Snyder detta i ritmi e fa crescere d’intensità le coreografatissime scene d’azione.

Discorso a parte merita la musica. In Superman ci sono i famosi titoli con il famoso tema conosciuto anche nelle altre galassie. Qui, una colonna sonora a parte, efficace, a passo con i tempi, ma inferiore a quella del primo film (non parlo a livello compositivo, ma di emozione).

Henry Cavill è Superman. Punto, non voglio commentare l’incommentabile.

Chris Reeve fu Superman anche lui a suo modo. Punto.

Che dire di più? C’era aspettativa e secondo me ripagata nel migliore dei modi. Basta andare a vedere un film e goderselo. Basta paragoni (per questo li ho voluti fare) e soprattutto quanti di voi conoscono il grande omaggio in MoS verso John Byrne? Nessuno, o pochi per l’appunto… Ma questa è un’altra storia.

robbofsteel281291

La Morte dei Supereroi

La Morte dei Supereroi

La morte, un concetto definitivo. Non per il genere supereroistico. La morte va a braccetto con il supereroe nel momento in cui la testata fumettistica sente il bisogno di cambiare, rinnovare e attrarre a sé nuovi lettori. Può essere un bene e può essere un male. Conosciamo come verità assoluta l’impossibilità di un supereroe di poter ritornare dal regno degli inferi per rendere giustizia a quel mondo lasciato in balia del dei supercattivi e ripristinare quel nome che era caduto nel limbo. Conosciamo anche la trepidante attesa alle fumetterie quando si tratta di andare a comprare quel numero in cui l’eroe immortale morirà per compiere il sacrificio estremo che salverà l’umanità.

La morte di Superman

Analizziamo un attimo quali sono i fattori che hanno portato l’industria del fumetto a rendere grazie alla Morte per aver risollevato l’economia a stelle e strisce.

Oggi si percepisce la necessità di un rilancio sia commerciale che ideale del supereroe, che però non può che passare attraverso un momento di crisi, in questo caso estrema e coincidente con la sua stessa morte.

La morte che genera lettori e fa risalire la cima ad esempio a una serie che dura ininterrottamente da 50 anni, come Spider-Man. Come previsto, Peter Parker appende il costume al chiodo in un albo in cui la trama resta il cliché dei Cliché, dove Doc Octopus piega il corpo dell’eroe e si impossessa della sua mente. ­­Un eroe che invece di morire, si trova in uno stato in cui è costretto a giocare la sua partita a scacchi contro il mietitore. Cosa ne esce fuori da questa apocalisse? Superior Spider Man, nuova testata, nuovi lettori, un boom di vendite e soprattutto un eroe diviso tra il bene e il male, un antieroe (come va di moda apostrofare l’eroe in bilico, cosa che più sbagliata non può essere) e la necessità di rivitalizzare un marchio (che per altro non ha mai avuto problemi di immagine).

Non è la novità e sia chiaro. Gli sceneggiatori di Comics hanno più volte utilizzato questa formula per dare un punto di svolta agli intrecci supereroistici e tentare di fare la fortuna economica del settore. Clamorosa e soprattutto leggendaria è la prima volta che venne utilizzato questo format con “La Morte di Superman” in un albo in cui l’eroe kryptoniano cede definitivamente alla morte dopo uno scontro epico con l’alieno Doomsday. L’immagine di Sups tra le macerie con il costume ridotto a brandelli è entrata di diritto nell’iconografia superoistica mondiale. Code alle fumetterie, dibattiti che sfociarono perfino in tv e i fan disposti a tutti pur di averne una copia. Una copia che è diventata un albo di culto e di valore per i collezionisti (io stesso ne possiedo due, una Italiana Prima Stampa e una Americana originale).

Ciò era già successo precedentemente con Flash, il quale, pena uno scarso interesse dai fan, uscì fulmineamente di scena durante la prima metà degli anni 1985, ma senza generare “morte e raccapriccio tra i fan”. La Marvel stessa fece la stessa cosa più volte con il personaggio della mutante Jean Gray, ma inizialmente accadde solo per uno scarsissimo interesse dei fan verso quel dato personaggio. Gray, detiene forse la palma di eroina più “scomparsa” del panorama fumettistico supereroistico.

Poi venne Johnny Storm… Ma questo fu solo l’inizio di tante altre celebri morti.

La morte di Captain America

L’idea del trapasso dell’eroe (cui segue pronta e confortante rinascita) è un fatto fortemente innovativo all’interno dell’immagine di questa figura che i media hanno sempre costruito. Essa è da sempre considerata inattingibile e solo in parte soggetta ai vincoli fisici che la condizione umana da sempre impone. Questa innovazione introduce quindi un forte senso di umanità all’interno dell’immagine pseudo mitica che i supereroi hanno sempre avuto e in virtù della quale sono stati concepiti.

Da citare almeno due delle morti più celebri del panorama fumettistico dopo quelle già citate. La prima, e forse più importante avvenne con il Capitano più famoso della storia su carta: Captain America.

Con la vittoria dei supereroi pro-registrazione alla fine della saga CIVIL WAR, Steve Rogers si è consegnato alle autorità per garantire ai suoi compagni ribelli una seconda possibilità. L’eroe a stelle e strisce finisce così nelle mani della giustizia, quella stessa giustizia che per anni ha rispettato e fatto rispettare.

E’ una delle pagine più amare nella vita di Capitan America: in manette, portato in tribunale, si prepara ad un processo che non subirà mai… Da un palazzo Crossbones, un vecchio nemico, gli spara ferendolo. Lo finiscono dei colpi ravvicinati all’addome; a spararli è Sharon Carter, la sua amata “storica”, sotto il controllo ipnotico dello psichiatra criminale Dottor Faustus.E’ la morte di Capitan America, la morte del Sogno.

La morte di Superman, la paralisi di Batman, la follia di Lanterna Verde, il clone dell’Uomo Ragno, la morte di Mr. Fantastic… lo stesso Capitan America in quegli anni si ammalò gravemente (per poi guarire dopo circa un anno). Episodi che gettano ombre sulle scintillanti “armature” (costumi) degli eroi più amati dal pubblico e che si risollevano tra luci ed ombre generando quel caos di colori e idee che ha risollevato il fumetto made in USA.

Ma sappiamo che nonostante il costume venga appeso al chiodo, e le città si riempiono di criminali mentre la popolazione è paralizzata da quest’ondata di super crimine, “l’effetto fenice” colpisce sempre e gli eroi tornato per sistemare il tutto. Perché, ricordate, (come il titolo di un’avventura ruolistica da me scritta)… HEROES NEVER DIES!

robbofsteel28129

L’uomo più Potente del Mondo: Lex Luthor!

Lex-Luthor-The-Unauthorized-Biography

Mi fornisca le sue generalità: Lex.

Non scherzi con le autorità Mister Luthor, mi fornisca i suoi dati reali: Alexander Joseph Luthor

Luogo di Nascita? Metropolis, Action Com… ehm..

Altezza e peso Mister Luthor: 188 cm più 1 sopra il mondo, circa 95kg di intelligenza.

Segni particolari? Non scherzi con me agente, sa benissimo chi sono io (lo dice accarezzandosi i capelli).

Lavoro? Villain, Scienziato, Presidente degli Stati Uniti! … Eliminare Superman!

La nemesi di Superman, uno, forse il primo vero Supervillain che la storia supereroistica ricordi. Un uomo, una mente dedita al crimine, al superamento dei limiti umani e un’idea, quella di conquista e potere. Unica ragione di vita? Essere Superman! Luthor in realtà non lo ammetterebbe mai, ma noi lettori sappiamo che questa è la verità. Luthor nasce, cresce e si moltiplica nei vari universi DC, ma resta sempre fedele al suo scopo e raggiunge vette inaspettate come la Presidenza degli Stati Uniti d’America. Bisogna dare a Luthor ciò che è di Luthor: la leadership!

Alexander Joseph Luthor nasce artisticamente nel numero 23 della testata Action Comics; correva l’anno 1940, e gli insuperabili Jerry Siegel e Joe Shuster crearono quello che nelle decadi a venire divenne l’uomo più potente sulla Terra…. E soprattutto aveva i capelli rossi! Ebbene si gente, Luthor calvo fu una svista dei disegnatori e da lì la storia! Solo nel 1960, Siegel decise di espandere il passato di Lex costruendo la storia nella quale Superman e Lex erano amici d’infanzia e che perse i capelli a causa di un incendio in laboratorio; da lì Luthor meditò vendetta.

All’inizio della sua carriera Luthor venivano dipinto come uno scienziato pazzo un po’ pulp che cercava di conquistare il mondo con la sua futuristica scienza tecnologica; il suo genio folle e le sue megalomanie sono al centro della narrazione e vedono spesso coinvolto Lex nella creazione di super tecnologie in grado di sovvertire l’ordine pubblico e creare una sorta d’odio generale verso Superman; viveva in una citta volante e possedeva il controllo di parecchi stati europei.

Luthor_bright

Nel 1986, il genio di John Byrne ridisegnò in “The Man of Steel” le fattezze e le origini di Luthor. Lex divenne una sorta di eroe machiavellico, genio superlativo, abilissimo nelle scienze tecnologiche, genetiche, informatiche, genetiche. Nasce nel quartiere Suicide Slum e diventa grande amico di Perry White, il quale assiste alle numerose scenate dei genitori, e rimane orfano a causa di un incidente su cui non viene mai fatta piena luce. In seguito a questo lutto, Lex, intasca un premio assicurativo pari a 300.000 dollari per l’incidente che gli ha portato via i genitori; investe abilmente la quota, gettando le basi per la LexWing, gruppo aereo all’avanguardia che lo pone al centro di fortunate attività lucrose. Dopo anni di astute manipolazioni di mercato, di intrighi finanziari e di omicidi a tradimento, il giovane magnate fonda la Lexcorp, una potente multinazionale le cui attività comprendono lo spettacolo, le comunicazioni, la produzione di armi, le partecipazioni bancarie e finanziarie, le sperimentazioni di tecnologie segrete riservate agli agenti del governo degli Stati Uniti. In poco tempo, questo colosso finanziario assicura a Luthor il posto di terzo uomo più ricco e potente del mondo. Le sue collaboratrici più strette e fidate sono Mercy e Hope, presunte discendenti delle Amazzoni. Dopo aver trucidato senza pietà ogni persona capace di frenare la sua ascesa al potere, Luthor riconosce in Superman l’ultimo ostacolo al potere assoluto da sempre bramato, e nel tentativo di ucciderlo arriva a studiare tutte le forme di kryptonite. Nei laboratori segreti della Lexcorp, egli produce una massiccia quantità di kryptonite sintetica. Infine, diviene Presidente degli Stati Uniti d’America con indici di gradimento altissimi per aver ricostruito Metropolis e Gotham City. È, insieme ad Agamennone, il fondatore della Lega dell’Ingiustizia, un gruppo che comprende i più pericolosi criminali del mondo, tra cui Joker. Nei combattimenti normalmente utilizza un’armatura verde che ne potenzia il fisico, gli permette di volare e con incluse delle armi. Ha anche scoperto la vera identità di Superman. Ha come avversario anche Batman, che più volte ha fatto squadra con Superman e la Lega della Giustizia per contrastarlo. Essendo un miliardario, un alto esponente della politica e dell’economia, Luthor è un criminale che commette reati tipici dei “colletti bianchi”, e, avendo molto denaro, una grande influenza politica e un’enorme schiera di avvocati riesce sempre a nascondere le prove dei suoi reati o comunque a uscirne impunito. Nei fumetti Lex Luthor appare come il più importante cittadino di Metropolis e probabilmente l’uomo più intelligente del pianeta.

Insomma, nel ritratto di Luthor si evincono tipici comportamenti moderni dell’uomo dell’alta classe, politico, apparentemente filantropico, in grado però di sovvertire le leggi o ricrearle a sua immagine e somiglianza. Luthor diventa così il Berlusconi o il Donald Trump odierno, ma questa è un’altra storia…

Fumetti Consigliati:

–          Lex Luthor: la biografia non autorizzata, di James D. Hundnall e Eduardo Barreto.

–          Kingdom Come, di Alex Ross e Mark Waid.

–          Superman: Lex 2000 di Jeph Loeb, Harris & Snyder.

–          Blackest Night di Jeoff Johns e Ivan Reis

–          Brightest Day di Jeoff Johns, Peter Tomasi e Ivan Reis.

robbofsteel281291

News dai Cinecomics! 10 Aprile 2013

Facciamo una rassegna sulle news che corrono in rete questi giorni per aggiornarvi su quanto accade nel panorama supererostico cinematografico.

The Amazing Spider-Man 2

Partiamo con una nuova immagine di scena twittata da Marc Webb per The Amazing Spider-Man 2 in cui si legge

Giorno 45. Questo è quello che succede quando provi a dare la multa a Electro.

Riuscirà Jamie Foxx a dar vita in maniera adeguata all’elettrico Electro?

Man of Steel (14 Giugno 2013)

Nuovo spot televisivo per Superman di Zack Snyder mandato in onda durante la finale del campionato di basket universitario americano NCAA. Il filmato proposto in tv non contiene scene inedite, ma sappiamo che a breve uscirà un secondo trailer internazionale più lungo.

Iron Man 3 (24 Aprile 2013)

Immagini e spot tv a profuzione durante le ultime settimane per il cinecomic diretto da Shane Black che si prepara ad uscire in anteprima mondiale proprio qui in Italia! Ecco l’ultimo spot televisivo proposto:

Kick Ass 2 (15 Agosto 2013)

In uscita il Green Band Trailer per tutti quanti del seguito del fortunato Kick Ass. Noi non aspettiamo altro che vederlo e cresce l’attesa ogni giorno che passa!

X-Men: Day of Future Past (18 Luglio 2014)

Rilasciata una nuova immagine che lascia pensare che il Professor Xavier possa avere a che fare di nuovo con la CIA.

IN BREVE

– Si vocifera che in The Avengers 2 potrebbe essere introdotto il Character di Black Panther.

Chronicle 2 vedrà la luce. Il nuovo update dice: “will definitely happen”

La filosofia del Supereroe dimenticato

La filosofia del Supereroe dimenticato

immagine realizzata da Roberto Forconi

 

La vera natura dell’uomo sta nel credere di essere un eroe, laddove il significato si perde tra gli annali del tempo e assume connotati supereroistici, lasciando poco spazio alla realtà evadendo quei confini dell’immaginario collettivo.
L’uomo (eroe) si sente padrone del proprio destino, anche se consapevole di essere costantemente nelle mani dell’uomo di potere (il Villain) e delle sue casate politiche (Checkmate? Skull?). Esso trova coraggio nelle scelte effettuate e si autoinfligge dolore e si inietta materia oscura (droga alla ricerca di superpoteri) affinché il nemico sia più facilmente abbordabile, e quindi sconfitto.
E’ la dura ricerca del sé, dell’ io che emerge sotto ogni aspetto sociale e si ricrea plasmandosi nelle mascelle quadrate dei vari Wayne o Kent che sia e si confonde tra le pagine di un albo a fumetti. Un po’ la stessa sostanza tattile e fantastica che emerge dal gioco di ruolo.
Questa piccola parafrasi perché ciò che si vuole analizzare oggi è la Natura e la Concezione Idealista del supereroe per eccellenza, senonché il primo di tutti, il quale è Nembo KidOps, meglio chiamarlo Superman, altrimenti i lettori di adesso si chiederanno: “Ma chi è sto Nembo che??”.
Tutti conoscono Superman, sanno che la sua nemesi è Lex Luthor e che proviene da Krypton. Tutti. E sempre tutti sanno che Superman è l’uomo d’acciaio e che apparentemente è indistruttibile. Oltre a ciò, tutti si chiedono “ma chi diavolo glielo fa fare a prendersi la responsabilità di tutta l’umanità?” E quindi “Ma ci è o ci fa?”.
Oggi si parla di Hugh Wolverine tutto muscoli guizzanti, di Chris capello fluente Thor, ma anche dell’eleganza sarcastica e intellettuale di Robert Downey Stark. Oggi i ragazzini sono affamati di eroi i quali non rispecchiano per niente i loro alter ego fumettistici. Si parla di visionarietà in certi film, ma si mostra superficialità (non sempre) e nell’estetica che si cerca di dare una spiegazione. Poi si assume un regista di grido e dopo avergli affibbiato l’etichetta dark, esso scrive il reboot di un personaggio come Batman, degenerandolo e facendolo diventare un altro. Ma piace, perché “è dark!”. E’ così che in questo contesto, un eroe senza macchia (ma ne ha molte di più di quelle immaginabili), lucente come il sole e forte come l’acciaio, diventa irrilevante e a qualcuno va irrimediabilmente sui maroni senza che il povero kryptoniano abbia fatto nulla.
Eppure nessuno gli riconosce il fatto di essere stato il primo. Vabbè, ma andiamo avanti.
La sua presenza raccoglie applausi oceanici, la prima volta che appare in pubblico è riconosciuto subito da tutti, semina gioia e conforto con la sua sola presenza. Proprio come un Messia tanto atteso. E non per altro fu creato da due ebrei che intesero dargli i tratti del Messia che si aspettavano: incapace di mentire, fortissimo e invincibile, giustiziere che lotta contro il male (sia contro il crimine, sia contro gli incidenti), pronto ad ascoltare la voce di chi gli chiede aiuto, capace di emozioni (innamorarsi, provare compassione), per il quale il supremo dovere (la Legge) viene prima di tutto. Superman però non è Gesù Cristo, non ne ha i tratti. Anzitutto perché è un Messia triste. Triste sia per il suo tratto assai sentimentale (l’innamoramento non corrisposto e l’impossibilità di realizzarlo anche nel caso in cui fosse pienamente corrisposto), sia per il suo stile non troppo divino (la coscienza dell’incapacità di far fronte ad ogni problema esistente sulla Terra).
Superman è un «messia» ma non è divino. Ha poteri pressoché divini, ma li usa come un uomo. E si rende conto anche di questo limite, ma gli è impossibile fare qualcosa di diverso, è ancora “troppo umano” (durante le uscitine con la Lois non sta certo risolvendo i problemi dell’umanità come suo solito).
«La nostra più profonda paura è di essere potenti oltre misura. Chi sono io per essere brillante, meraviglioso, talentuoso, favoloso? Noi siamo fatti per brillare ed emergere, per manifestare la gloria che è dentro di noi. E quando lasciamo la nostra propria luce risplendere, diamo inconsciamente agli altri il permesso di fare lo stesso. Quando ci liberiamo delle nostre stesse paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri»
Superman è conscio di essere tale, ma allo stesso tempo si maschera da goffo, da talentuoso incapace ed è spaventato di ciò che può fare all’umanità. Vive seguendo la penitenza della sua maledizione, già, perché è un essere maledetto dalla sua stirpe, per essere sopravvissuto nonostante il suo pianeta d’origine sia esploso generando frammenti d’incubo in cui super criminali si sono poi nascosti per generare il potere oscuro.
Kal-El è nascosto agli occhi del mondo, si vuole confondere perché gli umani non approverebbero la sua appartenenza (razzismo) e lo ridurrebbero a un fenomeno da baraccone. Quando vive come chi veramente è, pienamente e autenticamente, egli occupa il giusto posto nella comunità, nella quale può infine trovare appartenenza e soddisfazione. Indossando un’uniforme che con orgoglio celebra e onora la sua razza – essendo realizzata sulla base della bandiera che i suoi genitori gli hanno lasciato per accompagnare il suo viaggio – vola nei cieli saldo e senza vergogna. Superman è il vero e autentico individuo che accetta chi è nel profondo, celebrando questo vero sé e poi usando tutta la sua potenza per il bene tanto degli altri quanto suo.
Batman è il suo alter ego, laddove Wayne è accettato da tutti per il ruolo che occupa e spesso anche per la sua filantropia, mentre di notte, Batman è il cavaliere oscuro, l’uomo con la faccia da pipistrello, il vendicatore mascherato che cerca di porre fine all’ondata di crimine che sta affondando Gotham City. Batman accetta Superman perché sa che il suo essere è puro, ma si sente anche vicino a lui in quanto “uomini tristi in un mondo lacerato dalle ferite del tempo”. Entrambi cercano la redenzione.
Vogliamo chiamare ancora Superman il messia?
In un mondo attuale che apparentemente sembra avere bisogno di supereroi, la gente si dimentica chi è la macchia blu che sfreccia nei cieli.
Eppure gente, il mondo avrebbe davvero bisogno di Superman.
Vi invito in oltre a vistare la ArtPage di Roberto Forconi