I Poteri di Superman

2824589-13260-gamesrocks-supermanSuperman nasce nel ’38 quando il concetto di supereroe non esisteva e che ovviamente fu inventato grazie a lui; per cui nelle prime avventure che ci vengono mostrate lui non è il SuperDioChePuòTutto a cui un certo tipo di fumetti (specialmente dagli anni ’50 ai ’70) ci ha abituato.

– all’inizio lui non vola: compie solo grandi salti;
– è molto più forte di un normale essere umano: tanto da riuscire a scardinare a mani nude porte blindate, ma non riesce ad abbattere montagne con un pugno;
– è velocissimo: può superare in corsa un treno di quel periodo – che non raggiungeva la velocità di quelli odierni, ma non supera la velocità della luce;
– ha un udito e una vista sopraffini: può sentire la gente parlare a svariati km di distanza, ma c’è un limite;
– ha una vista di pari livello dell’udito: però non possiede i vari tipi di supervista che gli sono stati attribuiti nel corso degli anni (vista a raggi x e vista calorifica);
– ha una capacità polmonare eccezionale: può trattenere il respiro per ore e ore, ma non dispone del supersoffio che gli permetterà più avanti di spegnere incendi e generare cicloni.

Visto il successo del personaggio le altre case editrici del periodo fiutarono l’affare, ci si buttarono a pesce e generarono decine di veri e propri cloni di Supes: ma come potevano fare per rendere noti i loro eroi? Semplicemente rendendoli superiori all’originale, perciò si assistette a una e propria corsa al super-rialzo:
se una casa editrice rendeva il suo SuperMisterX in grado di compiere salti da una parte all’altra del pianeta, la DC dava a Superman la capacità di volare, da un giorno all’altro e senza spiegazioni; se la DC rendeva l’ Azzurrone forte come Ercole, gli editori avversari vedevano la puntata sul piatto e trasformavano i concorrenti in esseri divini, così la National rilanciava e rendeva Superman in grado di spostare pianeti interi. E avanti così, in un crescendo di superpoteri a volte anche ridicoli (il super-ventriloquismo).

Finito il boom dei superpersonaggi, che corrispondeva più o meno alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la famosissima Golden Age dei Comics, praticamente tutte le case editrici fallirono tranne quelle poche che sopravvissero anche inglobando le concorrenti (e facendo propri i personaggi di punta delle avversarie).
Non era più necessario alzare esponenzialmente i superpoteri di Kal, perchè non c’erano più avversari editoriali da combattere: questi si stabilizzarono più o meno su un livello che resterà tale fino agli ’70, quando il personaggio incominciò a stufare perchè troppo superiore e si incominciò a renderlo meno “super” e più “man”.

2225331-superboy_kon_el_009Era ora di esplorare nuovi target di mercato.
Una delle categorie che non erano state sfiorate dagli autori di Superman che si erano succeduti a Siegel & Scuster, e che invece era stata sfruttata dai suoi epigoni, era quella dei sidekick ovvero le “spalle” dei super protagonisti (a volte dotate delle stesse super abilità). Superman per definizione non poteva avere una di queste spalle, in quanto (almeno all’inizio) ci viene presentato come ultimo sopravvissuto all’esplosione del pianeta Krypton.
Come fare? Si decise semplicemente di forzare la storia che S&S ci avevano mostrato dal principio raccontandoci le avventure di un Clark Kent già adulto e stabilmente a Metropolis, già dotato di costume e super poteri pienamente sotto controllo. Ci venne raccontata la giovinezza di Clark a Smallville (solo accennata al momento del debutto editoriale) e ci venne mostrata l’eroica carriera di Superboy dotato degli stessi superpoteri che avrà da adulto. Il sidekick e il supereroe erano la stessa persona, mostrata in differenti periodi della propria vita.

Ovviamente tutto questo generò un’enorme incongruenza filologica, a cui ho accennato sopra, ma la DC decise di ignorare il tutto e di proseguire per decenni sulla sua strada, anche giustificata dalle vendite delle testate dedicate a Superboy che si mantennero quasi sempre buone. I puristi, però, incominciarono a stancarsi delle suddette incongruenze. Uno di questi puristi si chiamava John Byrne. Forte del successo ottenuto in Marvel dal suo ciclo su I Fantastici Quattro, e forte del fatto che la DC (nell’assumerlo) gli aveva dato carta bianca per rilanciare il personaggio di Superman (che ormai come già scritto stava perdendo parecchio appeal presso le nuove generazioni di lettori) il grande JB decise di adottare per Superman la stessa tattica adottata per i il Fantastico Quartetto: back to basicks, una nuova narrazione lineare di tutto quanto raccontato nei decenni!
Quindi, tra le altre cose, Superboy è sì più forte e più veloce degli altri suoi coetanei; però i suoi superpoteri corrispondono a quelli mostrati nelle primissime avventure di Superman. Questo stratagemma permise a Byrne di raccontarci la crescita di un ragazzo destinato a diventare un uomo, anzi un super uomo: con il progressivo passaggio all’età adulta si vide anche il progressivo aumento dei superpoteri. Quindi venne giustificato il passaggio dai super salti al volo, dalla forza superiore alla super forza, dalla capacità polmonare maggiore al supersoffio e così via per il resto dei superpoteri.

Personalmente credo sia un peccato che poi tutto questo lavoro eccellente sia stato a sua volta cancellato da una delle tante riscritture che ciclicamente la DC propone, ma tant’è: la legge del mercato domina sovrana e nel business non c’è spazio per la filologia.

gra

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...