Thor, tra Mitologia Norrena e la Marvel.

Thor, figlio di Odino e Dio del Tuono, è una delle principali divinità adorate dai popoli germanici e pagani, ma è anche una divinità per i divoratori di fumetti Marvel.

Chi non ha mai sentito parlare del Dio possessore del Mjollnir? Orbene, mi sento di dire tutti, ma non propriamente tutti lo hanno letto prima che uscisse la mezza ciofeca di film diretto da Kenneth Branagh. I perché vanno ricercati essenzialmente in due punti. Il primo riguarda l’ambientazione proposta, lontana dai giorni nostri, ricca di spunti storici e infarcita di personaggi mitologici norreni. La seconda, la scarsa immedesimazione con un personaggio differente dai nevrotici e timidi characters che affollano le pagine delle testate Marvel. Questo, almeno fino a quando non si è fatto un restyling del personaggio, con un’anatomia più longilinea, ma sempre muscolosa, e un tratto facciale più godibile. Mentre negli ULTIMATES lo si rappresentava come un hippy contro il nuovo ordine mondiale, nelle graphic novels si indagava sulle sue origini, proponendo differenti punti di vista, sia tecnici che di sceneggiature, dove molti disegnatori famosi si sono cimentati con successo nella realizzazione di queste storie.

Chi è Thor?

Thor Odinson detto il Tonante è ciò che più rispecchia il tipico burbero, uomo d’azione e con un orgoglio degno solo del suo “possente” martello! Nella mitologia norrena, la sua forza, già leggendaria, era aumentata da tre oggetti che non abbandonava mai e che lo rendevano quasi invincibile: una cintura che raddoppiava la forza di chi la indossava, un paio di guanti di ferro e il leggendario martello Mjöllnir, strumento usato per colpire i mostri e i nemici, dal funzionamento analogo a quello di un boomerang, che simbolicamente rappresentava il fulmine e, dunque, preannunciava le piogge. I contadini solevano indossare catenine con appesi martelletti proprio per ingraziarsi la divinità. Nel fumetto il Mjollnir rappresenta il suo totem simbolico, dove la forza e la divinità si mostra in tutta la sua forza.

Thor è il figlio di Odino e Gea, la madre terra, cresciuto nel reame di Asgard. La patria di Thor è Asgard, la città dell’Arcobaleno, difesa da Heimdall, il guardiano. All’interno di questa fantastica città risiede il dio Odino, il padre di Thor e di tutti gli dei, barbuto, anziano ma non vecchio, irascibile e avvolto in armature e vesti elaboratissime. La bella Sif è la compagna di tante battaglie del Dio del tuono. Balder è l’eroe puro, con la sua spada, Svadren, sempre al servizio del bene; la sua morte, causata da un complotto di Loki, sarà il preannuncio di Ragnarock, l’ultima battaglia degli dei Aesir e Vanir. Heimdall, talvolta indicato come fratello di Sif, è l’incrollabile guardiano del ponte Bifrost, l’Arcobaleno, che collega Asgard a Midgard (la Terra); il guerriero capace di udire il rumore dell’erba in crescita o di una piuma portata dal vento come di vedere a distanza di miglia il volo di un insetto, la sentinella incaricata di suonare il corno Gjallarhorn per segnalare agli dei Aesir l’arrivo del nemico per il fatale scontro di Ragnarock e, al culmine della battaglia finale, l’uccisore del perfido Loki. La città di per sé è costituita da costruzioni elaboratissime. Le armi sono pure straordinariamente complesse, dal disegno elaborato, spesso quasi contorto. Esistono armi bianche, ma anche cannoni veri e propri, catapulte e altri arnesi, talvolta di straordinaria potenza.

I disegni dei personaggi presentano tratti duri, ben delineati che mostrano la rocciosità dei caratteri e l’inclinazione al comando, un po’ ricalcando quelle figure norrene da cui sono tratti e i dialoghi, lunghi ed elaborati spesso tratti dall’Edda Poetica rimangono dei punti fondamentali del fumetto. Lo stesso Thor parla con espressioni nordiche e solo con l’autore Walt Simonson si optò per un mix più moderno, affiancando alle classiche espressioni di Thor “Have at thee!” (tradotto in italiano come “in guardia”) oppure “I say thee nay!” (“Dicoti no!”), a un linguaggio comune. Fu subito un successo immediato.

Thor, grazie alla sua natura divina e al suo inseparabile martello fatato, è considerato uno dei supereroi più potenti. Mjolnir gli permette di volare, lanciato verso la direzione desiderata e tenendosi ben saldo alla sua cinghia; gli permette inoltre di controllare il clima e viaggiare nel tempo e in altre dimensioni.

Il legame tra Thor e la Terra è sancito dalla sua discendenza da Gea, sua madre, che è lo spirito del nostro pianeta. Il dualismo di Thor tra Asgard e la Terra, negli anni, gli è costato non pochi problemi: sempre diviso tra i due mondi che chiama casa, egli non è mai stato in grado di decidere definitivamente quale occupasse il posto definitivo nel suo cuore. Ciò ha provocato litigi e incomprensioni con i suoi compagni asgardiani, i quali non condividevano affatto il suo amore per la Terra e ribadivano che il suo posto e la sua responsabilità è Asgard soltanto.

I Villain

La nemesi di Thor è il suo fratello adottivo Loki.  Reclamando di essere il legittimo erede al trono di Asgard, Loki è geloso delle attenzioni e della superiorità del fratello che egli invece non ha mai ricevuto, Loki ha perseguitato Thor per tutta la vita: e se Thor è gentile, Loki è ingannatore. Se Thor è nobile, Loki è il dio del male. Il signore degli inganni ha tormentato Thor con ogni genere di piano (lo ha trasformato in una rana addirittura), ma Thor non è mai riuscito a odiarlo veramente, e in cuor suo è sempre stato triste del destino riservato ai due figli di Odino.  Celebre la sfida con il terribile Mangog, un essere dalla potenza sovrumana che un giorno è apparso per distruggere Asgard. Egli è stato creato da Odino e nel suo corpo mostruoso sono stati imprigionati i componenti di un’intera popolazione, come punizione: si tratta di miliardi di persone e Mangog ha la forza di tutti loro messa insieme. Leggendari sono anche altri incontri, per esempio con Galactus, creatura capace di disintegrare interi mondi per ricavarne energia vitale, come anche la dea Hela, la signora della Morte.  Tra i nemici di Thor, non mancano personaggi ripresi dalle più antiche leggende nordiche come Surtur, il demone del fuoco destinato a portare l’Apocalisse universale; Fenrir, il lupo cosmico temuto, così come il demoniaco e colossale cane Garm, perfino dagli dei, o il serpente Jormungand, altrimenti detto Midgardhsorm, che la leggenda destina ad uccidere il dio del tuono. Partendo dalla mitologia, sono stati creati anche personaggi originali come l’elfo oscuro Malekith o il troll Ulik.  Stan Lee ha dichiarato che l’aspetto più difficile dello scrivere le storie di Thor era trovare nemici abbastanza forti da dare grattacapi al Tonante.  Ad un certo punto della sua storia, il Dio del Tuono si unisce con altri supereroi Marvel e forma il supergruppo dei Vendicatori: questo avvenne quando il suo fratellastro Loki cercò di mettere l’incredibile Hulk contro di lui. Durante la battaglia si unirono al dio del tuono anche Iron Man, Ant-Man e la sua bella partner Wasp, e alla fine decisero di formare una squadra; Thor ne è stato a lungo un fiero membro, alternando i suoi doveri ad Asgard con quelli di Vendicatore.

Vi consiglio di leggere Thor, non per altro per approfondire un po’ la Mitologia Norrena, ma anche per conoscere un supereroe non comune, differente totalmente dagli altri supereroi marvelliane e secondo il mio modestissimo parere, una figura che più si avvicina al realismo crudo di alcuni personaggi della DC Comics (nonostante la fortissima componente fantasy). Vi consiglio di leggere Thor: Ragnarok, la serie Civil War (dove Thor viene dato per morto per via del compimento del Ragnarok, ma dove il suo martello ha un preciso scopo); Assedio (di recente uscita). Tra le Graphic Novels consiglio “Per Asgard!” del nostrano e bravissimo Riccardo Bianchini.

E pensare che sono passati anni da quando leggevo Thor sull’editoriale Corno…

robbofsteel281291

 

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5 thoughts on “Thor, tra Mitologia Norrena e la Marvel.

  1. Non sono d’accordo sul giudizio dato al film che secondo me si inquadra perfettamente nella fase cinematografica voluta dalla Marvel, adempiendo perfettamente ai compiti che gli autori si erano prefissati: presentare un personaggio con decenni di continuty alle spalle e contemporaneamente fare in modo che anche i non lettori o quelli occasionali cogliessero appieno le caratteristiche fondamentali che compongono il mondo (anzi: i mondi) di Thor. Certo la sua mitologia è un tantino semplificata, ma per forza di cose; alla fine gli elementi di spicco ci sono tutti: la città di Asgard, magica e incantata; il ponte Bifrost e il suo guardiano Heimdall; Loki e la sua perfidia; il pantheon di dei norreni; i tre guerrieri Hogun, Fandral e Volstagg; i Nove Mondi e Yggdrasil…Thor stesso è ben rappresentato sullo schermo dalla fisicità di Chris Hemsworth, e anche il suo carattere scontroso e ribelle (che lo porta a essere punito dal padre con l’esilio) è reso nella maniera più adeguata senza esagerare in nessuna direzione: merito di Kenneth Branagh che per una volta si limita a dirigere senza gli eccessivi lirismi “shakespeariani” visti in altri film (come per esempio in “Frankenstein di Mary Shelley”).
    Per quanto riguarda la parte fumettistica mi permetto di citare, ma solo per onor di cronaca e non certo per effettivi meriti, il Thor visto nei Vendicatori progettati dal pessimo Rob Liefeld per il ciclo Heroes Reborn. Un ‘incubo ad occhi aperti, a ripensarci ora…

  2. Il Branagh ha peccato in termini di regia cinematografica. Tempi errati, sceneggiatura risibile in alcuni punti e un Thor troppo magro e bello. D’altronde biasimarlo è impossibile dati i tempi che corrono, ma sinceramente non è il Thor dei fumetti. Vogliamo parlare di Heimdall? Non ci sta nè come divinità, nè tantomeno il fatto che l’hanno fatto di colore. Per carità, non parlo da razzista, ma parlo del fatto che se si vuol essere fedele alla mitologia norrena, un uomo di coloro non ci sta per nessun motivo. Non voglio entrare nel merito storico perché altrimenti ci scriverei una tesi. Parlando del resto, il film è anche un pò godibile, con Asgard molto carina. Loki? L’attore più bravo di sicuro. Che poi il Ciclo HEroes Reborn è un incubo a occhi aperti, ti mando un abbraccio perché ripensandoci anche io sono del tuo stesso parere 🙂

  3. Sono d’accordissimo su Heimdall (infatti ho scritto che “la sua mitologia è un tantino semplificata”), su Hiddleston/Loki e anche sulla sceneggiatura; ma non su Hemsworth/Thor: secondo me la scelta è azzeccata, sempre meglio dei nomi vociferati in passato come Tyler Mane o Triple H…

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